In tempi di sharing economy, si sta ampliando anche il fenomeno definito couchsurfing. Questa estate anche in Italia è stato il boom di posti letto messi a disposizione gratuitamente con la prospettiva di essere ricambiati dagli ospiti. Un meccanismo reso possibile grazie al web: sul sito accanto alla descrizione degli utenti si trovano le recensioni sul livello di accoglienza e ospitalità. Il sistema è stato lanciato da un universitario americano che voleva trascorrere un weekend in Islanda e per risparmiare i soldi dell’hotel iniziò a contattare via mail altri studenti per chiedere ospitalità e un posto dove dormire (anche un semplice divano). Oggi non sono solo i ragazzi a utilizzare il couchsurfing. Questo sistema sta diffondendosi non solo perché permette di contenere i costi ma anche perché consente di conoscere nuove persone, di condividere esperienze, di visitare in modo diverso luoghi nuovi grazie alla guida dei propri ospiti. Credere nell’importanza e nel valore dello sharing vuol dire anche questo.

3 risposte a “Couchsurfing”
In effetti apre a esperienze straordinarie: mia figlia ha viaggiato per il Brasile e in Turchia grazie al cauchsurfing, conoscendo straordinarie persone di tutti gli strati sociali: da una coppia in partenza per un giro del mondo (sempre grazie alla condivisione dei divani e letti), a signore sole che aprivano volentieri le porte delle loro case a giovani coppie. Un modo per rompere la solitudine, per instaurare rapporti che (in uno o due casi) ancora resistono.
Tra gli aspetti interessanti c’è, per esempio, la possibilità di poter visitare una città accompagnati da chi ci vive e conosce anche luoghi, chiese, monumenti, cortili non indicati dalle guide turistiche …
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