Ridurre gli sprechi: quando profit e non profit sperimentano nuove strade


L’argomento della lotta agli sprechi alimentari continua ad appassionarmi. La riflessione di oggi riguarda un esempio concreto di collaborazione tra due soggetti, WWF e Autogrill, che alcuni mesi fa hanno lanciato un hub di sperimentazione dedicato allo riduzione dello spreco alimentare che coinvolge alcune aree di servizio autostradali.

Il progetto prevede lo sviluppo di una filiera integrata grazie alla quale i rifiuti organici dei punti vendita vengono trasformati in compost utilizzato per concimare un’area all’interno dell’Oasi WWF di Vanzago dove viene coltivato riso con metodi biologici certificati. I prodotti dell’Oasi vengono poi venduti all’interno del punto vendita Autogrill Villoresi Est. Così il cerchio si chiude…

Certamente si tratta di un piccolo esempio che ci auguriamo possa diventare un programma più articolato e sviluppato. Ma che possa anche essere “copiato” da altre imprese che hanno fatto della CSR e della sostenibilità una scelta strategica.


3 risposte a “Ridurre gli sprechi: quando profit e non profit sperimentano nuove strade”

  1. Tu dici che si tratta di un “piccolo esempio”. Non so quanto possa essere la produzione di riso correlabile all’iniziativa. Di certo lo sento come un “grande esempio” di cosa si può fare se profit e non profit uniscono le forze per reggiungere un obiettivo comune. E questo, al di là dei risultati ottenuti, proprio come modalità di rapporto. Per le non profit questo significa infatti non limitarsi a chiedere fondi, ma definire progetti condivisibili; per le profit significa definire progetti di partnership strettamente collegati al proprio core business. Il tutto parla di innovazione, di atteggiamento innovativo nei percorsi di CSR. Mi piacerebbe conoscere altri progetti che vanno in questa direzione.

  2. Quando in un commento a un post precedente parlavo di binomio responsabilità/competitività intendevo far riferimento, tra le altre cose, anche a qualcosa del genere. L’ulteriore profilo virtuoso di tale iniziativa è l’aspetto del networking profit/no-profit che può rappresentare uno strumento accessorio per veicolare il messaggio per cui la CSR è in grado di generare vantaggi non solo sociali ma anche (e, in buona parte, anzitutto) economici. Mi pare che gli attori coinvolti abbiano pure l’autorevolezza per testimoniarne efficacia ed efficienza.
    Una goccia può movimentare una grossa quantità di acqua se cade in un oceano anziché in uno stagno (!!!).

  3. la co progettazione e la condivisione sono sempre più importanti nella creazione di progetti che hanno, come questo, anche un valore culturale
    importante è anche il coinvolgimento attivo dei cittadini sempre meno consumatori e sempre più attori responsabili