Un nuovo aggettivo arricchisce la nostra straordinaria lingua: biomediatico/a, un termine che inizia ad essere utilizzato per definire un fenomeno particolarmente attuale. Lo ha usato il Censis che nel suo ultimo Rapporto per descrivere i cambiamenti in corso nella comunicazione. Secondo l’istituto di ricerche siamo entrati nell’era biomediatica perché diventano centrali la trascrizione virtuale e la condivisione telematica delle biografie personali attraverso i social network. Le persone sono quindi al centro del sistema mediatico non solo per la possibilità di costruirsi percorsi individuali di fruizione dei contenuti e di accesso alle informazioni ma anche per la possibilità di creare contenuti autoriferiti e di diffonderli liberamente. Più volte in questo blog ho parlato dell’opportunità che la comunicazione sul web offre a chi vuole valorizzare una buona causa, proporre un progetto da finanziare, stimolare un comportamento sostenibile… Ma bisogna ricordare che non mancano anche criticità quali la superficialità, la mancanza di verifica delle fonti, l’esagerato protagonismo… Quale futuro avrà questa produzione di massa individualizzata?
Biomediatico

2 risposte a “Biomediatico”
Ci sono interessanti riflessioni in corso sull’esser reale e l’essere virtuale, su come siamo quando siamo on-line e come siamo quando siamo off-line. Quanto lavoro per l’antropologia culturale…e intanto anche il contesto creato dalle nuove tecnologie crea problemi enormi come ha scritto Staglianò nel suo blog su Repubblica.it
A questa riflessione se ne possono aggiungere molte altre. Per esempio, quella che la privacy non sembra più un valore e che la riservatezza non è più un pregio ma quasi un difetto . . Va bene lo storytelling ma non esageriamo! (nemmeno quando si tratta di promuovere una buona causa)