Quante volte sentiamo dire che i giornalisti dovrebbero assumersi maggiormente la responsabilità di proteggere il pubblico da notizie incomplete, poco accreditate quando non addirittura scorrette? Oppure che ci dovrebbero essere soggetti super partes per “tenere d’occhio” il comportamento delle istituzioni, dei personaggi pubblici, delle organizzazioni non profit? Lo scopo principale del “watchdog” è infatti duplice: fornire ai cittadini informazioni da fonti primarie e sufficienti per arrivare autonomamente a proprie conclusioni e garantire una sorta di controllo sull’operato di alcuni attori sociali. Negli USA è una pratica diffusa… In Italia come siamo messi?
Watchdog

2 risposte a “Watchdog”
Una parola interessante, specialmente se calata nel contesto italiano. Il giornalismo deve essere “cane da guardia” per i diritti dei cittadini, con lo scopo di sorvegliare chi governa e informare chi è governato. Ma fino a che punto il giornalismo è un “watchdog” responsabile, di qualità, senza guinzaglio? La voce del giornalista deve essere autonoma, slegata dal potere politico, economico e sociale, ma capita spesso che risulti distorta, stridula. Il rischio incombente è quello di un giornalismo watchdog che va di pari passo con il potere, agendo per conto di qualcuno a danno di un altro. Una questione non solo italiana.
una riflessione interessante e condivisibile….