Filiera green 2: alimentare


Siamo ciò che mangiamo: pensiamo quindi quanto è importante che i cibi che acquistiamo e cuciniamo siano, oltre che buoni, anche sicuri. Oggi l’attenzione alla sostenibilità della filiera alimentare è diventata, per fortuna, molto maggiore rispetto a qualche anno fa: si parla sempre più spesso di kilometro zero, di filiera corta, di alimenti di stagione…
Il consumatore (sempre più consum-attore) chiede al sistema agro-alimentare informazioni dettagliate e trasparenti sulla qualità dei prodotti e sull’origine delle materie prime utilizzate. Il settore agroalimentare deve quindi assicurare requisiti specifici anche attraverso l’adozione di standard di certificazione (da quelle biologiche, a quelle che garantiscono l’IGP, l’assenza di OGM etc.).
Mi fa piacere citare, come primo esempio, di azienda responsabile ASDOMAR (www.asdomar.it/sostenibilita-della-pesca) che, oltre ad ottenere tutte le più importanti certificazioni, ha fatto della sostenibilità della pesca una vera e propria missione. L’azienda (Generali Conserve) infatti si autoimpone alcuni rigorosi limiti come la selezione di soli tonni adulti per salvaguardare la riproduzione delle specie. Tutti i prodotti sono certificati Friend of the Sea per le caratteristiche di sostenibilità dei metodi di pesca adottati: provenienza della materia prima da pescherecci autorizzati UE e da zone nelle quali le popolazioni di tonni non risultano sovrasfruttate, presenza di osservatori a bordo di ogni imbarcazione, utilizzo di metodi di pesca non invasivi per le specie protette e per i fondali marini.
Il secondo esempio è Granarolo (www.gruppogranarolo.it/impegno/ambiente) che da tempo ha adottato un approccio alla sostenibilità  molto interessante: prevenire, controllare e ridurre l’impatto ambientale definendo obiettivi aziendali concreti e misurabili; rendere sostenibile l’intera filiera produttiva dalla stalla allo smaltimento; aumentare la consapevolezza ambientale delle parti interessate, incluso il consumatore.
Se due aziende così importanti hanno scelto (e continuano a percorrere) la strada della sostenibilità significa che la trasformazione dell’intero sistema socio-economico è realizzabile. Nel settore agroalimentare è forse più vicino di quanto crediamo il momento di transitare da un’economia tradizionale a un mercato sempre più sostenibile.


3 risposte a “Filiera green 2: alimentare”

  1. Esempi eccellenti, da plauso, di due grandi marchi. Ci sono poi quelli che grandi marchi non sono e penso in particolare a tutte quelle derrate alimentari che vengono distribuite dalla grande distribuzione. Sarebbe molto interessante che anche la grande distribuzione si facesse carico di una attività di controllo di tutta la propria filiera (e quindi non soltanto dei “prodotti di eccellenza”), spiegando ai consumatori, ad esempio, la differenza tra lotta guidata e lotta biologica, e soprattutto le procedure e i criteri di sorveglianza che vengono messi in atto per assicurare che i prodotti distribuiti rispettano effettivamente la terra.

  2. interessante la segnalazione di Francesco: è importante che anche sui territori – come a Treviso – vengano organizzati incontri dove approfondire il tema…