Costante innalzamento del livello del mare, inondazioni e uragani ma anche terremoti sono tra le principali cause che portano a un numero crescente di profughi ambientali. In particolare i primi tre sono diretta conseguenza dei cambiamenti climatici che costringono le persone a lasciare i propri territori per gli effetti devastanti di questi fenomeni. L’UNHCR ha stimato che nel 2050 saranno oltre 200/250 milioni i profughi ambientali. Qualcuno potrebbe dire che lo spostamento delle popolazioni dovuto al degrado dell’ecosistema e alle variazioni del clima è un fenomeno che si ripete da sempre nella storia dell’umanità. Rispetto però al passato, la modificazione dell’ambiente ad opera dell’uomo è oggi così rapida e di tale forza da risultare in gran parte imprevedibile e spesso anche non governabile. Cosa c’entra la CSR con i profughi ambientali? L’impegno delle imprese per ridurre sensibilmente l’impatto ambientale della propria attività è certamente un primo importante passo.
Profugo ambientale

5 risposte a “Profugo ambientale”
Ottimo topic…!!! Sempre maggiori dovrebbero essere gli sforzi di imprimere una dimensione globale alle scelte imprenditoriali “localistiche” in termini di CSR…
in un mondo sempre più globale globale siamo tutti interconnessi!
[…] Profugo ambientale […]
[…] gli effetti diretti dei cambiamenti climatici parlando, per esempio, dei profughi ambientali (https://www.rossellasobrero.it/profugo-ambientale/), ma credo giusto riproporre un’ulteriore riflessione su cosa possono fare le imprese […]
[…] più volte di problemi ambientali e in particolare di cambiamenti climatici (vedi tra gli altri https://www.rossellasobrero.it/profugo-ambientale/). L’ultimo post del 2014 lo voglio dedicare al tema del consumo delle risorse del pianeta. Come […]