Ancora poco conosciuto in Italia, è un termine coniato per definire l’imprenditoria sociale come processo innovativo finalizzato al miglioramento di una situazione di disequilibrio sociale. Ai nuovi imprenditori si chiede di saper trovare soluzioni innovative e sostenibili ai problemi sociali. Il modello della social entrepreneurship, anche se fino ad oggi associato al settore non profit, sta interessando il mondo dell’impresa. Alcune esperienze dimostrano come l’integrazione tra le tradizionali politiche di business e l‘attenzione alle esigenze della comunità possa contribuire a un cambiamento significativo nel mercato e nella società.

7 risposte a “Social entrepreneurship”
Ben detto…!!!
Ricordiamoci anche che oltre ai benefici per le comunità locali, le condotte socialmente responsabili contribuiscono a costruire e/o migliorare l’accountability dell’impresa che le attua, con ricadute positive per quest’ultima anche sul piano della competitività e del profitto.
Un motivo in più per promuovere la sperimentazione di tali “nuovi” modelli di corporate governance.
questo tema sta diventando importante anche per le imprese for profit per diversi motivi: per esempio, consente di sviluppare collaborazioni interessanti con organizzazioni del Terzo Settore, permette di avviare attività in nuovi mercati con prodotti pensati per realtà con forti diseguaglianze sociali, stimola a ripensare e innovare il proprio modello di “essere impresa” ….
vero verissimo…io abito ad empoli in provincia di firenze e mi sto sforzando di costruire questo tipo di imprenditoria…basata soprattutto su servizi per persone che ormai sono escluse dall’offerta pubblica. la fatica in questo territorio, per storia più statalista di altri, a far comprendere che la strada è questa…
mi è capitato più volte di incontrare proprio in realtà territoriali più piccole esempi eccellenti di imprenditoria sociale che si sviluppano grazie alla capacità e alla creatività dei giovani ….
Dalla mente dell’imprenditore virtuoso possono nascere modelli interessanti di “take care” che potrebbero favorire in modo determinante il cambiamento sociale. Infatti, sempre di più all’impresa è chiesto di intervenire attivamente e proattivamente in questo senso. Un po’ come atto dovuto, per certi versi, di restituire alla società parte di ciò che dal società ottiene in termini di business, e un po’ perché sentito, il benessere è dovere e responsabilità di tutti. Mi auguro sia un virus che colga molti e presto.
il diffondersi di idee nuove grazie anche a una comunicazione capace di valorizzare esempi virtuosi porterà a un’accelerazione verso l’innovazione sociale …
un rapporto di scambio e confronto tra imprese for profit, imprese sociali e organizzazioni del terzo Settore sarà (spero) il motore per il cambiamento…
Infatti… la comunicazione delle buone pratiche si è rivelata già “vincente” – quantomeno nel mondo del profit – a livello di Unione europea, nel cui quadro le PMI possono (già da alcuni anni) confrontarsi con esempi virtuosi di imprenditoria innovativa e responsabile che la Commissione divulga regolarmente.