Perché in Italia non è diffusa la figura dell’advisor etico? L’inserimento di questo profilo professionale potrebbe contribuire alla diffusione di strategie di CSR più corrette? Probabilmente si. Come molti sanno, è una figura ponte tra il consulente classico e l’auditor, vicino all’azienda ma allo stesso tempo dotato di un particolare occhio critico. L’advisor etico non è infatti un certificatore o un avvocato specializzato in diritto ambientale, ma un professionista chiamato a valutare il livello di responsabilità sociale degli strumenti finanziari attraverso un controllo preventivo sugli investimenti. Ma anche a verificare la correttezza dell’impresa nell’utilizzo di tecnologie o di pratiche rispettose dei diritti umani e ambientali.
Advisor etico

5 risposte a “Advisor etico”
Sarebbe bellissimo poter pensare “Perchè non ne abbiamo bisogno: tutti siamo/sono onestissimi e responsabilissimi”. :-)
Ma, in realtà, c’è da chiedersi come potrebbe essere diffusa una figura simile in un Paese in cui il “Falso in bilancio” non è un reato…
Il problema principale pare essere quello di una falsata percezione da parte dell’imprenditore “medio” italiano (ma forse non solo…) circa gli oneri, non solo finanziari, connessi al ricorso a tali figure specialistiche… Bisognerebbe imprimere alle scelte culturali imprenditoriali una matrice nuova, fondata non più (o non soprattutto) sul binomio costi/ricavi, ma sulla coppia concettuale responsabilità/competitività… Forse l’Unione europea in questo processo pare aver di recente fatto passi in avanti, ma la penetrazione dei valori in parola stenta ancora a dare i suoi frutti sul piano delle economie nazionali.
certamente un intervento delle istituzioni (non solo europee) potrebbe servire anche se credo che sia auspicabile un vero cambiamento culturale….
Il confronto con l’Europa potrebbe aiutare nella dimensione culturale , anche agendo sul fronte della formazione di questo profilo professionale, intanto riconoscendolo come tale.
Sono d’accordo: anche in questo caso, come in altre situazioni, il confronto con l’Europa potrebbe essere di grande aiuto. La formazione è senza dubbio necessaria ma credo fondamentale un passaggio di tipo culturale. Il mondo dell’impresa deve credere nell’utilità dell’introduzione di questa figura professionale….