3 domande a Vito Gulli


Il tuo impegno sulla sostenibilità è noto a tutti così come la convinzione con cui sostieni le tue idee. Da dove nasce questa passione?
Sarei bugiardo se la definissi passione. Semmai un dovere, ma preferisco definirlo un semplice interesse, non nel senso di hobby, ma di utilità.
Mi spiego meglio con una domanda.
Secondo te un imprenditore del tonno, che non si preoccupasse seriamente che la materia prima fondamentale per la sopravvivenza della propria azienda continui a riprodursi, cosa sarebbe? Per me un folle o uno speculatore di breve periodo.
Io no.

Per una pesca 100% sostenibile: ci spieghi in poche parole cosa significa per un’azienda fare una dichiarazione così “impegnativa”?
La prima risposta é nella domanda: per impegnarsi di più! Alcune certificazioni pretendono che ci si impegni pubblicamente proprio perché il farlo implica un continuo e maggiore impegno.
Invece spiegare in poche parole ciò che facciamo è più difficile, perché le cose che facciamo sono davvero tante.
Una cosa su tutte, un esempio semplice: facciamo come farebbe un contadino o un pescatore d’altri tempi.
Il contadino non farebbe mai il brodo con l’ultima sua gallina senza avere almeno in mano un uovo fecondato.
Un vecchio pescatore non getta le reti sugli esemplari piccoli, addirittura li ributta in mare se li pesca.
Noi compriamo solo tonno che abbia raggiunto e superato l’età fertile e quindi abbia già riprodotto la specie.
Cioè un tonno di almeno 20kg, di circa un metro, equivalente a 1 anno 1,5 anni di vita.
Pescato con i metodi di pesca meno invasivi. Il nostro tonno a pinne gialle é pescato solo negli oceani che la FAO definisce “non sovrasfruttati”, da flotte certificate e con osservatori indipendenti a bordo, o almeno videocamere. Ma il fattore fondamentale resta la pesca su “banchi liberi” cioè senza uso di F.A.D. (fishing agregating device) il cui significato consiglio di cercare in rete (nel senso di web, non da pesca..). Questo metodo di pesca rappresenta il più serio problema per la sopravvivenza della specie in quanto massimizza la pesca degli esemplari giovanili, tonni ancora immaturi.
Utilizziamo inoltre il Tonnetto Striato solo se certificato pescato a canna.

Generale Conserve, che tutti conosciamo soprattutto per AsDoMar, ha acquisito un brand importante come De Rica. Anche per questi prodotti ci saranno cambiamenti interessanti in futuro?
Sì, un grande cambiamento, e già da ora.
Infatti abbiamo da poco iniziato una nuova strategia ampliando la gamma pomodoro con la nuova “Pura Passata Vallivo” che ha alcune caratteristiche davvero esclusive: nasce da un unico seme NON ibrido, cioè “open pollinated” che si auto rigenera ogni anno, come una volta.
Tutti sanno che ormai il mercato dei semi é in mano a poche aziende multinazionali che, oltre a “indurre” ogni anno al riacquisto le industrie e persino i contadini, hanno continuamente adattato i propri semi alle esigenze industriali, ad esempio per proteggere i pomodori dal danneggiamento durante il trasporto (visto che generalmente il pomodoro percorre centinaia di km dalla raccolta alla trasformazione).
Per ottenere ciò la pelle dei pomodori ibridi é diventata sempre più spessa, limitando alla polpa di maturare nel migliore dei modi, come invece avveniva per i pomodori di 30/40 anni fa.
Il “Vallivo”, seme da noi ricercato (e registrato), innanzitutto é l’unico seme di tutta la nostra produzione, e sopratutto ha una pelle sottile e di conseguenza una polpa intensa e succosa. E non abbiamo problemi di trasporto perché tutto il prodotto è seminato in un’area rurale alle porte del parco naturale del Po.
E lo lavoriamo, appena colto maturo,in una piccola fabbrica al confine con il parco.
Ovviamente residuo zero , oltre ad un km zero, dal campo alla produzione. Questi sono gli unici due zero che contano e danno un gusto a mille.

Vito Gulli, imprenditore di estrazione “umanista”, inizia la sua carriera nelle ricerche di mercato, che resteranno una sua grande passione; approda poi al Gruppo Mars, che considera una delle tappe fondamentali della sua formazione.
Dopo aver ricoperto la carica di DG di altre primarie aziende del settore alimentare e ittico (Star, Nostromo, Palmera), nel dicembre 2001 diventa azionista di minoranza (dal 2005 di maggioranza), CEO e Presidente di Generale Conserve S.p.A., società che detiene il marchio ASDOMAR. L’azienda ha raggiunto, durante la sua gestione, la seconda posizione in valore nell’intero mercato tonno e la leadership indiscussa del segmento premium, unitamente ad una crescita ininterrotta da oltre 12 anni.
Il recente investimento nel nuovo stabilimento in Sardegna unisce tecnologia innovativa e tradizione manifatturiera, che scaturiscono da continui investimenti in Ricerca & Sviluppo e dall’expertise di circa 300 lavoratrici/tori del “polo” di Olbia, da sempre fiore all’occhiello della lavorazione del tonno, che Vito Gulli ha fortemente voluto recuperare.
Dopo l’acquisizione di MANZOTIN, datata Aprile 2013, marchio fra i più storici all’interno del panorama dei prodotti alimentari Italiani, a Dicembre 2013 porta a termine un’altra acquisizione, DE RICA, un altro marchio Italiano delle conserve alimentari dalle grandi potenzialità di sviluppo.
Oggi è uno dei maggiori conoscitori del settore del tonno e alimenti in scatola e, a questa esperienza pluriennale, unisce un’innata vocazione al business e un background “marketing oriented”. Gli viene riconosciuto nel mercato il ruolo di precursore su due temi fondamentali e ora più che mai attuali: la sostenibilità della pesca, già dal 2004 punto chiave della sua vision strategica, che nel 2006 si è concretizzata con la prima certificazione Friend of the Sea in Italia; il lavoro in Italia, la rilocalizzazione: nel 2008 porta in Italia – a Olbia – la produzione del tonno e, in assoluta controtendenza, nel 2010 inaugura uno stabilimento nuovo. È vice Presidente dell’ANCIT – Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle tonnare.  Ha 3 figli, ama il teatro, il ‘rumore’ del mare e la musica del “suoi” cantautori genovesi.  Creatività e attenzione al cambiamento contraddistinguono il suo approccio al lavoro e alla vita.


5 risposte a “3 domande a Vito Gulli”

  1. Brava Rossella. Non sapevo di gulli. Le domande sono quelle giuste e le risposte stimolanti.

  2. Un contributo davvero interessante che mi fa pensare come gli imprenditori talentuosi abbiamo una” visione” strategica nei confronti del nostro futuro. Mi chiedo però le politiche di comunicazione del brand sostengono e\o comunicano queste innovazioni di pensiero? E i consumatori sono a conoscenza di questi valori?

  3. La dimostrazione – numeri alla mano – che la CSR “paga”. E paga bene! Come dire che la sostenibilità economica è il frutto della sostenibilità ambientale e che il tutto si auto-nutre in un circolo virtuoso. Con ottimi risultati anche dal punto di vista del palato. Provare per credere. :-)