L’economia circolare come pratica quotidiana, non solo come principio teorico, si sta diffondendo in molti settori. Interessante a questo proposito l’esperienza di Caviro, la più grande cooperativa vinicola italiana che produce il Tavernello, il vino italiano più venduto al mondo.
Da qualche settimana nello stabilimento dell’azienda a Faenza è a pieno regime il nuovo impianto di cattura della CO2 che chiude il cerchio della valorizzazione degli scarti provenienti dalla filiera agro-alimentare. Questo biogas viene purificato e diventa biometano avanzato per autotrazione, mentre la massa esausta viene destinata alla produzione di compost. Durante queste operazioni viene prodotta CO2 che invece di essere liberata in atmosfera viene catturata e stoccata per essere rivenduta come prodotto ad alto valore.
Caviro ogni anno raccoglie circa 370.000 tonnellate di mosti, feccia e vinaccia e reflui che trasforma in semilavorati e materia prima per aziende agronomiche, industriali, farmaceutiche, alimentari e beverage di tutto il mondo.
Cosa c’è di nuovo
Da anni l’impegno del gruppo Caviro per la sostenibilità si concretizza con la valorizzazione dei sotto-prodotti attraverso le migliori competenze tecniche e di processo: anche in questo caso possiamo dire che la tecnologia aiuta l’ambiente e migliora i risultati del conto economico.
