3 domande a Nicoletta Tranquillo


Da anni Unipol sostiene progetti nell’area dell’innovazione sociale: ci spieghi quali sono state (e sono) le ragioni di questa scelta?
Unipol, e le assicurazioni, nascono per soddisfare un bisogno sociale, che è quello di sicurezza e di protezione. Unipol crede che sia necessario un aggiornamento di questo ruolo, a cui vuole rimanere fedele, coerente con l’evoluzione della società e dei bisogni delle persone. L’innovazione sociale per Unipol è il punto d’incontro tra business e CSR, un elemento di creazione di valore condiviso. Sostenere progetti che lavorano in questo ambito significa capire meglio come cambiano i bisogni e gli strumenti per soddisfare questi bisogni (anche in ottica di open innovation) e continuare a portare avanti il nostro ruolo storico di “fornitore di sicurezza”.

Negli ultimi tempi è cresciuta l’attenzione ai temi economico-finanziari. Dal tuo osservatorio hai notato un aumento della consapevolezza delle persone quando scelgono una banca o un’assicurazione?
Sicuramente si è abbassato tantissimo il tasso di fiducia verso le istituzioni finanziarie e contemporaneamente osserviamo un cambiamento nelle modalità di costruzione della fiducia, influenzato moltissimo dalla diffusione delle piattaforme di condivisione e dalle pratiche di sharing. Questo è un tema che non si può sottovalutare. Oltre a questo i temi etici, la capacità di dialogo, la facilità di accesso e la “user experience”, anche attraverso l’utilizzo del digitale, sono tutti elementi di attenzione su cui credo che il settore debba ancora lavorare parecchio.

Per concludere, una domanda sul futuro: come pensi si svilupperà la CSR nei prossimi anni?
Questa è una domanda ricorrente per chi si occupa di questo settore. Io vi posso dire come si svilupperà in Unipol e come penso si dovrebbe sviluppare: la CSR deve diventare sempre di più uno strumento di business, un osservatorio privilegiato sull’evoluzione dei bisogni diretti ed indiretti della società e dell’ambiente che ci circonda, un advisor strategico delle scelte di business e delle strategie da adottare. Deve indirizzare le direzioni operative, dare visioni e misurare i risultati raggiunti in ottica di miglioramento degli impatti generati, degli outcome. Si deve spostare sempre di più dall’operatività alla strategia, dagli indicatori di risultato a quelli di impatto.

Nicoletta Tranquillo è responsabile dei progetti di sostenibilità e innovazione sociale nell’area sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa di Unipol Gruppo Finanziario. Si occupa di processi di accountability e rendicontazione della sostenibilità, di integrazione della sostenibilità nella governance e nel business. Coordina il progetto Unipol Ideas, acceleratore d’impresa per l’innovazione sociale del Gruppo Unipol.


45 risposte a “3 domande a Nicoletta Tranquillo”

  1. Sono d’accordo con Nicoletta Tranquillo. La CSR è il marketing del futuro: si tratta di una nuova grande sfida. Creare attorno al cliente, per il cliente, grazie alla sua co-partecipazione al progetto aziendale, un eco-sistema che sintetizzi tre necessità in una: quella dell’azienda di realizzare profitto, del cliente di essere soddisfatto e la necessità sociale di trarre vantaggio da questa transazione.

  2. In Unipol (ma non solo) è evidente lo spostamento dell’asse filantropico all’integrazione della CSR nel business….