Comunicare la sostenibilità 4


Nell’ultimo post dedicato a questo tema (dopo “comunicare la sostenibilità” da luglio ne esploreremo un altro) mi fa piacere segnalare due imprese che si distinguono per la coerenza con cui comunicano il proprio impegno sociale ma soprattutto ambientale.
La prima è Coop. Facile direte voi: una cooperativa che si fonda su alcuni principi non può non valorizzare l’applicazione concreta delle proprie idee. Ma non sempre è così: ci sono aziende che, pur avendo inserito la CSR nella propria strategia, non comunicano questo impegno. Da anni invece Coop ha fatto della sostenibilità il cuore della sua comunicazione. Ricordo, tra le altre, le campagne Acqua di Casa Mia (www.e-coop.it/acqua-di-casa-mia) e Facciamo il tifo per gli alberi (www.e-coop.it/web/guest/facciamo-il-tifo-per-gli-alberi).
Acqua di Casa Mia vuole promuovere il consumo dell’acqua del rubinetto o di acque minerali provenienti da fonti vicine come scelte razionali per contenere i costi ambientali legati al mercato dell’acqua in bottiglia mentre Facciamo il tifo per gli alberi nasce a sostegno del progetto “Boschi e Foreste”, una serie di iniziative concrete per contrastare la deforestazione e favorire l’aumento di produzioni ecosostenibili.
La seconda impresa che mi fa piacere menzionare è Generale conserve che con il suo brand ASdoMAR ha fatto della sostenibilità un vero e proprio asset strategico. Come mi ha detto Vito Gulli in una recente intervista pubblicata su questo blog ASdoMAR punta su valori quali italianità e sostenibilità della pesca. Un messaggio chiaro che sottolinea, con declinazioni diverse in funzione del media utilizzato, i valori fondanti della marca.
Comunicare la sostenibilità si può: basta volere!

2 risposte a “Comunicare la sostenibilità 4”

  1. Ciao. Leggo questo post più o meno contestualmente alla newsletter di Ferpi che mette in primo piano l’articolo “Reputazione: una questione emotiva”, con la sintesi: “La reputazione è un legame emotivo che gli stakeholder hanno nei confronti di un’organizzazione. Per le aziende food, vale la stessa regola: devono creare questo legame con il consumatore per ottenere vantaggio competitivo in un mondo, oggi, dove è sempre più difficile differenziarsi. Lo afferma Michele Tesoro-Tess, Partner and Managing Director, Reputation Institute Italy and Middle East”.

    E’ importante comunicare la sostenibilità e agire comportamenti che contribuiscono a costruirla e a consolidarla, ma è altrettanto importante far sì che la sostenibilità non riguardi solo un ambito delle attività dell’azienda. Se si sceglie di essere sostenibili bisogna guardare non solo all’ambiente, ma anche al benessere e alla tutela dei dipendenti, ai comportamenti e alle scelte dei fornitori, alle scelte delle utilities e così via. Solo così si evolve e ci si costruisce una reputazione e non solo un’immagine.