Il dubbio è venuto a molti: ma è corretto premiare le imprese che agiscono in modo legale? La legalità non dovrebbe essere un prerequisito per qualsiasi organizzazione? Siamo messi così male da dover ribadire l’importanza che non bisogna pagare tangenti per portare avanti la propria attività, che è fondamentale rispettare regole importanti come quella della sicurezza sul lavoro, che è indispensabile assolvere agli obblighi fiscali? Sembra proprio di sì visto che è stato creato il rating di legalità. A qualcuno questo rating non piace perché sembra un passo indietro rispetto alla CSR e all’impegno sociale e ambientale. Un argomento complesso, delicato, con molte possibili letture. Per questo è necessario discuterne e cercare di approfondire i pro e i contro del rating di legalità. Per questo se ne parlerà a Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale (www.csreinnovazionesociale.it) il prossimo 8 ottobre in Bocconi alle 12. Vi aspetto numerosi!
Un rating per la legalità?

4 risposte a “Un rating per la legalità?”
Considero il rating di legalità l’emblema di un Paese così povero di capitale civico da essere ormai costretto ad elemosinare il rispetto delle leggi in cambio di qualche prebenda (più eventuale che reale). Non c’è futuro per uno Stato che prima lascia erodere la propria sovranità da un’economia illegale sempre più aggressiva e sfrontata e poi finge di voler rimediare mettendo in campo iniziative didascaliche come questa. Oltretutto dall’alto della propria decennale esperienza sul fronte dell’incentivazione all’illegalità (questa sì, molto efficace) condotta a colpi di condoni, scudi fiscali, indulti, depenalizzazioni, leggi ad hoc, inerzia sui conflitti d’interesse, ecc.
grazie per il commento che mette in luce un aspetto della nostra società molto triste anche se, purtroppo, reale…
Immagino Rossella che faccia riferimento a questo:
http://www.agcm.it/rating-di-legalita.html
Oltre ad essere d’accordo con i detrattori dell’iniziativa circa la “filosifia” di fondo, non posso fare a meno di notare che il meccanismo di attribuzione delle “stellette” si basa su una serie di requisiti puramente formali che nulla o quasi hanno a che vedere con un vero e sostanziale rispetto di norme e leggi. Insomma è l’ennesimo “certificato” burocratico che poco inciderà sulla reale condotta delle aziende (o meglio dei manager delle stesse).
grazie per il commento… purtroppo siamo in molti ad avere le stesse perplessità!