Bene comune o beni comuni?


Nell’incontro promosso dalla Fondazione Triulza che ho coordinato il 19 maggio scorso al Centro Congressi Cariplo (“Oltre la responsabilità: il valore condiviso”), si è cercato di fare chiarezza su concetti importanti come bene comune e beni comuni. Quello che potrebbe sembrare solo un problema di utilizzo del medesimo termine al singolare o al plurale è invece una questione ben più articolata e complessa.
Per bene comune si intende l’armonico e congiunto benessere della realtà formata da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in una comunità sociale. Un benessere che non è solo materiale e ambientale ma include la possibilità di vivere liberamente e pienamente il patrimonio spirituale di virtù civili, sensibilità religiose e culturali che caratterizza ciascuno, purché in armonia con gli altri e con il bene comune stesso. Un bene comune concepito anche come inclusivo del benessere delle generazioni future.
Con l’espressione beni comuni si intendono invece i beni di uso comune come acqua, aria, ambiente, cultura, infrastrutture, spazi urbani, verde, legalità etc. Beni che non sono né privati (di singoli) né pubblici (dello Stato) ma di tutti. Secondo Labsus- Laboratorio per la Sussidiarietà, che ha creato anche il progetto l’Italia dei Beni Comuni, diventa sempre più importante che tutti i cittadini si prendano cura dei beni comuni per continuare a godere di una buona qualità della vita (www.labsus.org/).
Possiamo dire, semplificando un po’, che bene comune è un’idea generale e astratta mentre la gestione consapevole e condivisa dei beni comuni rappresenta uno strumento per migliorare non solo la vita dei singoli ma anche del Paese?
Di questo argomento ma anche di valore condiviso si parlerà ancora…Anche su questo blog.


4 risposte a “Bene comune o beni comuni?”

  1. Cara Rossella, d’accordo con te sul fatto che i beni comuni sono la traduzione pratica del concetto di bene comune. Ma come essere più efficaci nel far nascere e rafforzare la consapevolezza dei cittadini rispetto ai beni comuni? Io penso che occorra passare dall’elenco delle cose buone e giuste da praticare al motivare le persone e a far loro credere che con il loro personale contributo si possono raggiungere importanti obiettivi. Insomma ancora una volta penso che l’engagement sia essenziale per motivare ma anche responsabilizzare i membri di una comunità alla cura dei beni comuni. Spesso, invece, questa attività d’ingaggio viene sostituita da un’impostazione normativa, assai meno motivante.

  2. in effetti il progetto portato avanti da Labsus è un esempio che va in questa direzione….

  3. Anche in questo caso (e sottolineo l’anche) la cosa più importane che deve entrare in gioco è la responsabilità personale dei singoli individui, senza la quale non è possibile raggiungere nessun risultato: nè sul fronte della CSR nè sul fronte dell’impegno civile.