CSR, arte e Terzo Paradiso


Per chi non ha mai sentito parlare del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto ecco la spiegazione che fornisce l’autore della sua opera: un’espressione di libertà d’arte e di responsabilità sociale.

Secondo Pistoletto il termine paradiso, che deriva dalla lingua persiana, significa “giardino protetto”, un luogo cinto da mura in zone desertiche per raccogliere e conservare l’umidità, rendere fertile la terra, far prosperare la vita. Una parola che può quindi essere assunta come paradigma del benessere. Per Pistoletto il primo paradiso corrisponde al tempo in cui l’umanità era totalmente integrata nella natura, il secondo è quello artificiale creato dagli esseri umani e Il Terzo Paradiso è il passaggio a una nuova era dell’umanità in cui si crea l’equilibrio tra natura e artificio.

In base a questa visione, il primo paradiso era quello dell’inconsapevolezza, il secondo quello della conoscenza, il terzo quello della responsabilità.

Qual è il nesso con la CSR? Da sempre penso che l’arte può aiutarci a interpretare la realtà: in questo caso ci aiuta a considerare l’importanza di parole quali responsabilità e sostenibilità

Una riflessione troppo “alta” e poco pragmatica? Fateci sognare quale volta!


74 risposte a “CSR, arte e Terzo Paradiso”

  1. Bellissimo post che mette a tema da un lato il fatto che l’arte e la cultura possono aiutare in modo forte la diffusione della responsabilità e dall’altro che anche l’arte (e la creatività in genere) debbano assumere la responsabilità come guida. Ricordiamoci infgatti che come diceva Nadine Gordimer, “La responsabilità è ciò che ci attende al di fuori dell’Eden della creatività”.

  2. Adoro queste contaminazioni di discipline, Rossella, brava per la tua sensibilità che hai condiviso con noi in questo bel post :)

  3. grazie! sono convinta che nel nostro lavoro le contaminazioni siano sempre più necessarie…

  4. Secondo il filosofo Renè Guenon, grande studioso della filosofia indù, noi saremmo oramai alla fine del “khali-yuga” terzo dei tre cicli di seimila anni ciascuno che si ripetono sempre nella storia del mondo.
    In questo nuovo secolo appena cominciato è previsto, dopo una grande discontinuità che non è dato sapere di che tipo sia, l’inizio di una nuova “età dell’oro”. Potrebbe essere il tempo in cui finalmente il bello, il giusto e il vero finalmente coincidono…
    Per chi fosse interessato: http://www.spazioterzomondo.com/2011/10/recensione-rene-guenon-il-regno-della-quantita-e-i-segni-dei-tempi/

  5. Grazie per la suggestione.
    L’inizio della nuova “età dell’oro” è un’ipotesi che si fa sperare. E ci permette di sognare….