CSR e cultura 1: idee per ispirarsi


Questo mese sul mio blog si parlerà di CSR e cultura, un rapporto che nel nostro Paese non è ancora molto sviluppato ma che ha forti potenzialità.
Negli ultimi anni alcune imprese CSRoriented hanno avviato partnership con enti culturali che vanno oltre la tradizionale sponsorizzazione. E, contemporaneamente, sono cresciuti anche i casi di imprese che decidono di gestire “in proprio” progetti culturali. Anche per questo, il Premio CULTURA+ IMPRESA 2014 (che ho seguito in quanto membro della Giuria) ha ritenuto utile creare una sezione dedicata alle Produzioni Culturali d’Impresa per valorizzare questo tipo di iniziative.
Come sempre, mi fa piacere proporre alcuni esempi. La prima iniziativa è quella del Gruppo Elica, un’azienda che produce cappe da cucina ad uso domestico. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Ermanno Casoli, Elica ha vinto quest’anno il premio CULTURA+ IMPRESA con il progetto E-STRAORDINARIO, un’ iniziativa particolarmente interessante perché mette al centro la cooperazione tra artisti e impresa per la formazione aziendale.
L’altra iniziativa che mi fa piacere citare è quella della Fondazione Unipolis, che nel 2014 ha lanciato un bando per il sostegno di progetti di innovazione culturale con un forte impatto sociale: sono stati stanziati 360 mila euro per proposte innovative che avevano l’obiettivo di riqualificare spazi urbani abbandonati o degradati, creando occasioni di rigenerazione urbana e di sviluppo a vocazione culturale. L’iniziativa premia quindi la capacità di realizzare interventi in campo culturale o creativo che, sviluppando nuovi modelli di welfare, promuovano e generino valore sociale.
Le imprese che investono in cultura sanno che possono migliorare la propria reputazione ma anche diffonde valori che vanno oltre il prodotto. Con risultati positivi per tutti, anche per la comunità dove l’impresa opera.


5 risposte a “CSR e cultura 1: idee per ispirarsi”

  1. Tema interessante, Rossella!
    Sono d’accordo con te: le potenzialità sono tante, e forse adesso si comincia a capire che – espressione scontata ma vera – con la cultura si mangia. E soprattutto con la cultura c’è sviluppo: personale, del territorio, degli attori che costruiscono progetti e iniziative concrete.
    E’ un tema a cui sto lavorando intensamente nell’ultimo anno, su diversi progetti. Se ti fa piacere ne riparliamo!
    Grazie per gli spunti!
    Simona

  2. Grazie Rossella per questa iniziativa.
    Come Astarea svolgiamo da tempo ricerche sul rapporto tra Imprese e Cultura in collaborazione con Francesco Moneta di The Round Table, attivatore del Premio. Sicuramente il nesso tra CSR e Cultura è assai pertinente, perché la Cultura, come anche dimostrato da studi e analisi, è un fattore sempre più rilevante per la qualità della vita delle persone: per questo, è un bene sociale. Peccato, che si tratti di un bene dotato di risorse economiche sempre più scarse, causa arretramento dei finanziamenti pubblici. Ben vengano quindi le attività delle Imprese al riguardo. Anche io personalmente, come giurata del Premio, convengo sul forte portato innovativo di molte iniziative. Soprattutto, ho notato che la progettazione e realizzazione degli Eventi culturali è sempre più svolta in collaborazione tra diversi Soggetti, pubblici e privati, in un’ottica di networking ideativo oltre che di co- partecipazione agli investimenti. Al già nutrito elenco dei fenomeni di Sharing potremmo aggiungere, quindi, “Sharing Culture”! A presto, Laura

  3. Rossella, Il binomio CSR e cultura è molto accattivante e credo anche sostanzialmente strategico per lo sviluppo economico di questo paese. Dopo aver messo on line un progetto che si chiama ImpresaCulturaLab.it credo fortemente che la cultura rappresenti un vero driver per il futuro. Trovo che ci sia una correlazione marcata tra aziende “CSR oriented” e investimenti in progettualità culturali, perché aziende già sensibili ai concetti di responsabilità sociale hanno nel loro dna la voglia di scommettere su progetti innovativi che sono in grado di produrre molteplici valori grazie alle connessioni virtuose che si generano quando mondi diversi dialogano tra loro.
    Gli spunti di riflessione poi si ampliano e trovo molto interessante anche il concetto di cultura come bene sociale in grado cioè di produrre dei benefici per le perone. A questo proposito mi piace ricordare il pensiero di Giampaolo Fallani di Fallani Venezia in ImpresaCulturaLab.it quando afferma che la cultura deve tornare ad essere un partecipativa individuando nuove modalità per esprimersi e raccontarsi.
    Nuove iniziative, co-progettualità, sviluppo del potenziale creativo, virtuose interpolazioni culturali, contaminazioni di mondi diversi, davanti a tutte queste potenzialità il binomio impresa-cultura non può che spiccare il volo.

  4. se avete da segnalare qualche esempio di eccellenza sarò felice di dare spazio a nuove iniziative sul mio blog…