A Rimini sperimentano il Corporate Barter


Domani sarò a Rimini e chiederò aggiornamenti sul progetto Quinc, il progetto di Corporate Barter promosso dalla Camera di Commercio di Rimini, dalla Provincia di Rimini, da organizzazioni e associazioni di categoria.

Il baratto sembrava un concetto d’altri tempi e invece, complice la crisi, è tornato di moda per stimolare un tessuto imprenditoriale in difficoltà: un esempio di come la crisi faccia emergere idee nuove ma riattivi e rinnovi anche idee datate.

Quinc è una rete economica che si propone di aumentare gli scambi fra le aziende del territorio riminese attraverso forme di transazione non monetarie per dare impulso alla collaborazione e ai rapporti commerciali locali. Grazie ad una piattaforma in grado di mettere in rete le aziende, viene offerta la possibilità di effettuare scambi commerciali utilizzando sia euro sia unità di conto, i Quinc(abbreviazione di Quincunx, antica moneta di bronzo che non faceva parte del sistema monetario standard romano, coniata da alcune comunità tra cui quella di Ariminum, Rimini).

Le operazioni di interscambio fra aziende all’interno di un circuito di barter presentano il vantaggio di poter acquistare materie prime, semilavorati, prodotti finiti, servizi anche in assenza di liquidità, pagando ciò che si è comperato attraverso prodotti e servizi che fanno parte del core business del compratore. In un periodo dove manca la liquidità, le banche sono poco disponibili a concedere credito e cresce la quantità di merce invenduta, il barter può rappresentare un’opportunità: consente infatti di acquistare beni e servizi senza utilizzare risorse liquide ma vendendo i propri beni e servizi anche in un tempo successivo, un vero e proprio pagamento posticipato con la differenza che, rispetto ad altri mezzi di finanziamento, è gratuito: una leva finanziaria che permette sia di incrementare la capacità di investimento dell’azienda evitando il ricorso all’indebitamento sia di affrontare periodi di stagnazione della domanda aprendo nuove prospettive di mercato.

Requisito fondamentale perché l’operazione funzioni è la densità: devono essere messe in rete imprese appartenenti alle stesse filiere o a settori sequenziali poiché è fondamentale che gli scambi siano veloci, costanti e quindi performanti. La densità della maglia quindi deve restare stretta perché il barter funzioni e si alimenti nel tempo.

Se in generale nei rapporti commerciali è importante l’ingrediente fiducia, nel Corporate Barter questo fattore è essenziale. E la comunicazione rappresenta uno strumento fondamentale per aiutare il sistema a dialogare e collaborare.


Una risposta a “A Rimini sperimentano il Corporate Barter”

  1. Il Corporate Barter è una delle molte forme di condivisione che ci auguriamo possano cambiare in meglio il nostro futuro. Proprio per questo ritengo sia un peccato si continui a utilizzare l’inglese: va bene che sono cose che nascono “là” ma quando, ad esempio, arrivano in Francia, la lingua è quella di “qua”…