Valutare le città in funzione delle modalità di utilizzo delle diverse forme di energia per i differenti usi: lo sta facendo un gruppo di ricercatori dell’Universitat Autònoma de Barcelona che studia il rapporto tra acqua, energia, sicurezza alimentare, per capire le interdipendenze tra questi settori e il modo in cui influenzano il clima e la biodiversità. La città viene analizzata in funzione anche del suo metabolismo “energetico” studiando la mobilità pubblica e privata, i flussi del turismo, l’impatto delle attività commerciali e residenziali ma anche facendo riferimento alle differenti scale spaziali (i singoli edifici, i quartieri, l’area urbana nel suo insieme).
Barcellona è anche un esempio di come le città possono essere trasformate per ridurre l’inquinamento e per aumentare l’accesso agli spazi verdi. La città ha aperto la strada al concetto di superblock come parte della pianificazione urbana verde: si tratta di quartieri di nove isolati dove il traffico è limitato alle strade principali per lasciare che pedoni e ciclisti possano utilizzare le strade interne. Lo scopo è anche garantire che nessun abitante si trovi a più di 200 metri da uno spazio verde. Creare un numero maggiore di spazi verdi urbani porta al miglioramento della qualità dell’aria, alla riduzione dei livelli di rumore, al contenimento dei livelli di inquinamento.
Cosa c’è di nuovo
Cresce la consapevolezza che nelle città convivono funzioni diverse che utilizzano diversi tipi di tecnologie e mix energetici: mai come in questo periodo le policy energetiche devono tener conto di queste specificità.
