La tendenza a utilizzare l’auto solo quando serve è in forte crescita in Italia. Ma il fenomeno ha una dimensione ben più ampia: si stima infatti che nel 2020 in Europa 15 milioni di persone useranno il car sharing. Tra le ultime tendenze c’è il car sharing peer to peer in cui i mezzi vengono messi a disposizione da privati anziché da aziende. Un’impresa di servizi gestisce solo il servizio per mettere in contatto tra loro gli utenti e fornisce la copertura assicurativa. Ma nascono anche forme diverse di condivisione: oltre al più conosciuto car pooling, in cui le persone decidono di viaggiare insieme alternando l’utilizzo delle loro auto, si sta affermando il ride sharing dove un automobilista mette a disposizione i posti liberi della sua auto per tratte medio-lunghe e saltuarie.
Qual è il segreto della crescita di questi fenomeni? Voglio sperare che non sia solo la crisi: anche se il risparmio è certamente una motivazione importante, credo che si stia facendo strada uno stile di vita e di consumo nuovo, rispettoso dell’ambiente e anche complessivamente più intelligente!

4 risposte a “Il car sharing diventa peer to peer”
Mi paiono iniziative lodevoli… qui a Teramo (la città ove vivo) hanno sperimentato sia il car pooling che il ride sharing. I risultati sono finora abbastanza incoraggianti e, proprio per incentivarne il ricorso, l’Amministrazione sta riservando parcheggi in centro città e bonus parcheggi ai “poolers”.
Spero che tali iniziative segnino il passo verso un muovo modo di concepire la mobilità, in un’ottica di sostenibilità consapevole…!!!
grazie alessandro per la segnalazione .. speriamo che l’esempio di Teramo si diffonda presto a molte altre città
Potrebbe essere interessante “costruirci” attorno un Progetto europeo!!!!!
Ottima idea