Novamont: bioeconomia e rigenerazione territoriale


Un nuovo modello di sviluppo industriale basato sulla bioeconomia: per Novamont non è un sogno ma una realtà da molti anni. Durante la tappa di Padova del Giro d’Italia della CSR mi ha colpito il racconto del responsabile della sede di Adria dove è stata realizzata una bioraffineria dedicata alla produzione di bioplastiche e bioprodotti da fonti rinnovabili. La reindustrializzazione di un sito non più competitivo e la collaborazione con i diversi attori della filiera sono gli aspetti più interessanti. La condivisione con gli altri attori del territorio avviene grazie a una piattaforma a cui hanno accesso i compostatori, la GDO, gli agricoltori e gli enti locali: questa scelta ha permesso di dare vita una realtà integrata capace di creare numerose interconnessioni. Un nuovo modo di fare impresa che contribuisce alla transizione da un’economia di prodotto ad un’economia di sistema e che punta sulla valorizzazione dei territori e su prodotti capaci di ridisegnare interi settori applicativi riducendo le esternalità negative. Novamont è leader internazionale nel settore delle bioplastiche e nello sviluppo di bioprodotti e biochemical ottenuti grazie all’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura. Nel 2020 l’azienda ha modificato il suo statuto per diventare una Società Benefit e ha ottenuto la certificazione B Corp.

Cosa c’è di nuovo
L’impegno di Novamont per la rigenerazione territoriale è molto interessante: spesso si parla di rigenerazione urbana ma raramente di riconversione di siti industriali non più competitivi.