Il tessile a Varese è un settore strategico: la provincia è infatti al terzo posto in Italia per numero di stabilimenti attivi e quinta per addetti impiegati. Ma un comparto così significativo produce anche ingenti scarti. Un problema, se si considera che nel nostro paese solo il 22% dei rifiuti tessili viene oggi destinato al riuso o al riciclo post- consumo.
Anche per rispondere a questa sfida, alcuni attori locali hanno recentemente dato vita a un progetto interessante, che mira a trasformare gli scarti in risorse di valore. Su iniziativa della Camera di Commercio di Varese, lo scorso gennaio è stato infatti siglato un Protocollo triennale per la promozione di una filiera tessile circolare, sostenibile e inclusiva. L’iniziativa, che si inserisce nel quadro delle politiche per la transizione sostenibile, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del PNRR e si iscrive nell’ambito di Malpensafiere SustainHUBility, l’hub territoriale per l’economia circolare promosso dalla Camera di Commercio di Varese. Oltre a Confindustria Varese, Confartigianato Imprese Varese e Centrocot, il Centro Tessile Cotoniero e Abbigliamento, il progetto ha coinvolto anche la Casa Circondariale di Busto Arsizio. Nell’ambito dell’iniziativa, l’istituto penitenziario è diventato infatti sede di percorsi di formazione certificata e di reinserimento lavorativo delle persone detenute.
Cosa c’è di nuovo
L’iniziativa rafforza la competitività di uno dei comparti simbolo del territorio varesino e, allo stesso tempo, contribuisce a generare valore sociale per le persone detenute e le loro famiglie.
