La tesi n° 11 del mio libro Comunicazione e sostenibilità – 20 tesi per il futuro edito da Egea è
Comunicare l’impegno a lungo termine di Sebastiano Renna, Sustainability Manager SEA, Aeroporti di Milano
Nel lungo periodo siamo tutti morti sosteneva Keynes nel 1923. Una delle affermazioni più misinterpretate del dibattito economico viene oggi rispolverata da diversi CSR manager per riferirla al destino della propria categoria: il verbo della sostenibilità sta permeando inesorabilmente l’economia su larga scala e la funzione aziendale preposta presto si estinguerà. Del resto, se il CEO di un totem del capitalismo finanziario come BlackRock nel 2015 è giunto ad arringare i board di tutte le grandi aziende USA e UE sull’indispensabilità di smantellare definitivamente il focus sui risultati di breve periodo e di attivarsi sul fronte ESG, c’è da chiedersi se la “religione CSR” non sia davvero sul punto di affrancarsi dal proprio clero. Curiosamente, la sopravvivenza nel lungo termine degli esperti di CSR è legata proprio alla loro capacità di proporre nuovi schemi concettuali su cosa si intenda per “visione di lungo termine”. Per dire cose diverse dal capo di BlackRock bisognerebbe abbandonare la logica riduzionista secondo cui il valore di lungo periodo si preserva evitando di tagliare spese e investimenti, estraendo così valore dagli stakeholder buono per gonfiare le trimestrali.
La CSR deve essere capace di andare oltre questo buonsenso spicciolo. Deve avere il coraggio di portare la strategia nella logica della complessità, deve saper parlare – ad esempio – di exaptation: l’investimento che un’azienda fa sul benessere delle proprie risorse umane non va letto puerilmente nella logica dell’incremento atteso di produttività. La risorsa intangibile che ne deriva è un asset che può avere un ROI pari a zero per anni. Poi, le circostanze inattese che il business environment sforna con cadenze sempre più serrate, fanno impennare istantaneamente la curva di rendimento di quell’investimento. Probabilmente a questa lettura del valore di lungo periodo Larry Fink non c’è ancora arrivato. I CSR manager possono ancora giocarsela
