Questa settimana ho scelto di parlare di Zambon, azienda italiana che da oltre 100 anni opera nell’industria chimica e farmaceutica.
Come comunica
Questa non è una storia d’impresa fatta di cifre e di date, ma il lungo racconto dei cento e più anni di una famiglia che con l’impresa si è intrecciata e identificata fino a diventare un insieme unico.
Questa la frase con cui si apre il sito istituzionale nella sezione chiamata “Semplicemente Zambon”. Nel sito mi colpito una dichiarazione di uno dei componenti della famiglia che nel 1956 anticipava una concezione oggi condivisa dalle organizzazioni più innovative, aperte, sostenibili. Noi tutti – dirigenti, responsabili, funzionari, impiegati, operai – centri di vita di questo grande organismo aziendale, che sino ad oggi non ha conosciuto punti di arrivo, dobbiamo sentirci impegnati in eguale misura al continuo progresso industriale, perché da esso dipende il benessere di ciascuno di voi.
Interessante sia la storia che si può leggere sul sito grazie a una pubblicazione sfogliabile sia la sezione dedicata al museo aziendale. Nel mio ultimo libro (Comunicazione e sostenibilità – 20 tesi per il futuro) ho citato questo museo come strumento di comunicazione d’impresa e come esempio di innovazione perché si propone come luogo di cultura dotato di un’anima artigiana in continuo cambiamento. Quindi un museo vivo, che supera la logica cronologica-sequenziale, articolato in un percorso non prestabilito ma scandito da 6 containers rappresentati dalle 6 lettere di Zambon. In questo modo il visitatore può immergersi nella cultura d’impresa e acquisirne spunti per un personale arricchimento. Un’altra iniziativa importante è Open Zone, un campus scientifico che rappresenta l’incontro tra impresa e territorio, dove le conoscenze sono condivise tra più partner del settore life science per favorire innovazione, sinergia e sviluppo.
Quali messaggi riesce a comunicarmi
Il settore della chimica e della farmaceutica non è certo facile e gli scandali non sono mancati in questi ultimi anni. Zambon è riuscita a mantenere una buona reputazione grazie alla qualità dei prodotti ma anche all’attenzione agli stakeholder. L’azienda è in continua crescita: un esempio che adottare strategie responsabili fa bene al business.
L’impresa della settimana: Zambon

2 risposte a “L’impresa della settimana: Zambon”
Tra l’altro Zambon ha dato vita alla Fondazione Zoè, nel cui comitato scientifico ci sono importanti nomi che da anni lavorano su temi etici e di responsabilità d’impresa: Francesco Sartori, Carmelo Vigna, Giampaolo Azzoni, Maria Giovanna Ruberto, Giovanni Siri. La Fondazione dà vita a incontri, pubblicazioni e attività di formazione.
grazie della segnalazione … so che Zambon fa molto di più di quello che ho indicato nel post