3 domande a Fulvio Rossi


In questi ultimi tempi il CSR Manager Network sta dedicando particolare attenzione alle PMI. Lo dimostra anche l’incontro del 26 giugno Essere sostenibili conviene: strumenti e strategie a misura di PMI. Come presidente del Network quali sviluppi vedi su questo fronte?
Ho sempre pensato che le PMI pratichino la CSR molto più di quanto non si creda e di quanto loro stesse ne siano consapevoli. Un rapporto responsabile con i dipendenti e con la comunità locale caratterizza da sempre il comportamento delle PMI, anche grazie al fatto che lo stesso imprenditore vive nella comunità dove è localizzata la sua impresa, creando un particolare intreccio tra rapporti professionali e umani. Al contrario della grande impresa, però, dove la valorizzazione dell’impegno nella CSR può creare un ritorno anche economico attraverso le scelte dei consumatori e degli investitori, la PMI incontra difficoltà nel trarre un vantaggio competitivo dalla sua condotta responsabile. E’ su questo nodo che intendiamo lavorare, nella convinzione che una maggiore attenzione alle problematiche della CSR nelle PMI possa avere un positivo effetto in primo luogo per loro e poi anche, più in generale, per la diffusione di una cultura della sostenibilità.

Nell’incontro del 26 giugno Mario Molteni, direttore scientifico del Network, ha parlato di CSR e vitalità, un’espressione che mi è piaciuta molto. Condividi?
E’ un accostamento suggestivo ma anche profondo. L’impegno per la CSR significa intrinsecamente apertura, perché implica una scelta di trasparenza, la disponibilità a cambiare e a migliorare, talvolta anche l’attitudine a innovare. Tutti elementi fortemente dinamici. Inoltre, vitalità è anche la capacità di reagire agli stimoli esterni, sapendo cogliere il nuovo che avanza. E la richiesta di attenzione per l’ambiente e per la qualità della vita sono tendenze con le quali chi non si misura presto o tardi muore.

Molti giovani sono interessati alla professione del CSR manager: cosa ti senti di dire a questi studenti che credono nella sostenibilità come motore per il cambiamento?
Riuscire a coniugare le proprie aspirazioni ideali con il lavoro è una delle fortune della vita, e i CSR manager possono talvolta riuscirci. Trovo quindi che l’interesse dei giovani per questo mestiere sia comprensibile e sano. Tuttavia, praticare la CSR in azienda significa trovare il modo di introdurre la sostenibilità nel modello di business, cosa non scontata né facile, e possibile fonte di frustrazione. Per chi ci volesse provare, faccio presente che sapere di sostenibilità è una condizione necessaria ma non sufficiente per intraprendere un mestiere con buone prospettive. Il mio consiglio è di prepararsi anche nelle materie su cui il mondo delle imprese si basa, come gli studi tecnici, o di economia e management. E anche di ricordare che il professionista della CSR non può essere l’antagonista del management tradizionale, deve saper far leva sulla sostenibilità per sostenere la creazione di valore. Per un vero cambiamento, quello che potrebbe davvero migliorare il mondo, non basta avere un CSR manager in ogni impresa: bisogna avere squadre di manager che, ciascuno nel suo campo di attività, sappiano ricercare e praticare la sostenibilità. La maggiore sensibilità a questi temi che caratterizza le giovani generazioni mi sembra una buona premessa.

Fulvio Rossi è laureato in Economia Politica all’Università Bocconi. Dopo una prima esperienza all’Assolombarda su problematiche del mercato del lavoro, si è occupato di studi e indagini retributive in Hay Group. Dal 1993 al 2001 responsabile dei temi di mercato del lavoro e relazioni industriali al Centro Studi Confindustria, dall’aprile 2001 a febbraio 2006 ho ricoperto il ruolo di Direttore del Personale al GRTN. Da marzo 2006 è Responsabile CSR in Terna. E’ Presidente del CSR Manager Network.


5 risposte a “3 domande a Fulvio Rossi”

  1. È davvero importante sostenere le PMI, visto che rappresentano il 95% delle imprese italiane. Accompagnarle e guidarle verso una politica di valorizzazione dell’impegno nella CSR, sicuramente aiuterà a creare un effetto positivo sia per le imprese stesse, sia per la diffusione di una cultura della sostenibilità.

    • condivido pienamente… ha fatto molto bene il CSR Manager Network ad avviare queste attività per le PMI

  2. E’ profondamente vero quanto dice Fulvio Rossi: parafrasando Shakespeare, si potrebbe dire che c’è più CSR in cielo di quanto ne conoscano i report ufficiali… Il problema è come far sì che tutte queste attività di CSR inconsapevole praticate dalle PMI possano essere messe a frutto anche sul fronte del business. E qui si apre il secondo grande tema dell’intervista, quello sul ruolo del CSR manager. Rossi lo dipinge con esattezza e anche qui una parafrasi potrebbe essere utile: il CSR manager come un discepolo di Socrate, che fa della maieutica il suo maggior compito, così che la CSR possa veramente diffondersi in tutti i rami dell’impresa, per poter portare in ogni ambito i suoi importanti effetti.

    • come diciamo da molti anni tante organizzazioni, anche piccole imprese, praticano una CSR “inconscia” che va fatta emergere perchè diventi una leva strategica