Fondazione Garrone e la misurazione d’impatto


Nel 2024 il mio blog sarà dedicato all’impegno delle fondazioni d’impresa, organizzazioni che negli ultimi anni sono state tra gli attori più vivaci in ambito sociale. In questo scenario è stato – e continua ad essere – molto importante anche il ruolo di Assifero che oggi associa 167 fondazioni di famiglia, d’impresa, di comunità e altri enti filantropici.

Per inaugurare la nuova rubrica ho scelto di raccontare il percorso della Fondazione Edoardo Garrone che si distingue non solo per “fare” bene la propria attività ma anche per “misurare” l’impatto generato.
La Fondazione, nata nel 2004 per volontà di Riccardo Garrone per promuovere lo sviluppo sociale, economico e culturale, progetta e gestisce una serie di iniziative dedicate ai giovani aspiranti imprenditori delle aree montane dell’Appennino. Un impegno che oltre a rivitalizzare la montagna appenninica e sostenere l’imprenditorialità generativa mette in luce l’importanza delle aree interne del paese troppo spesso dimenticate.
Grazie al Progetto Appennino – dal 2014 progetto bandiera della Fondazione Garrone – sono state organizzate moltissime attività di formazione di alto livello e di incubazione di start-up con un investimento importante di 4 milioni di euro e risultati molto positivi: 59 nuove imprese avviate in diverse aree appenniniche.
Ma l’impegno della Fondazione non si è fermato qui: con l’Università degli Studi di Milano è stato condotto lo studio “Percorsi di crescita sostenibile delle imprese rigenerative” per valutare i risultati raggiunti e definire un modello di crescita imprenditoriale delle aree interne, con particolare riferimento alla relazione delle imprese con il territorio.
Il percorso imprenditoriale è infatti anche un mezzo per ricostruire ecosistemi naturali degradati, ridare senso alla comunità, attrarre persone e risorse. E migliorare il benessere della comunità: l’analisi dello SROI (Social Return On Investment) ha stimato un ritorno sociale pari a 1,22 per ogni euro investito dalla Fondazione Garrone.

Cosa c’è di nuovo
Il dato quantitativo è importante ma da solo non basta: per questo secondo la Fondazione Garrone la valutazione d’impatto deve essere “declinata” rispetto ai singoli progetti e ai diversi territori. Un passo avanti che fa ben sperare: la cultura misurazione e la valutazione diventeranno in futuro fondamentali per gli Enti del Terzo Settore e per le imprese.


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