BedZed, un quartiere sostenibile

BedZed, un quartiere sostenibile FB

Alcuni anni fa è stato costruito vicino a Londra BedZed, un quartiere sostenibile voluto dalla Fondazione Peabody e da Bioregional, un ente non profit che si occupa di insediamenti a basso impatto ambientale.
BedZed – che è l’acronimo di Beddington Zero Energy Development – è stato progettato per essere il più sostenibile possibile: dal design semplice all’uso di materiali come il legno riciclato. Tutti gli edifici hanno muri sottili per utilizzare meno materiale ma sono ben coibentati per non disperdere energia. Inoltre hanno grandi finestre per consentire una buona illuminazione ed è stato bandito il condizionamento: l’aria naturale è canalizzata in un unico punto all’interno della casa per raffrescare in estate e riscaldare d’inverno.
BedZed è un quartiere autonomo dal punto di vista energetico grazie alle celle fotovoltaiche che producono il 15% del fabbisogno degli abitanti mentre il resto è integrato dalla combustione di legno proveniente dagli alberi e i rami potati nelle città vicini. Il quartiere ha una piccola centrale elettrica anche se i bisogni sono minimi: i muri di cemento assorbono il calore durante il giorno per restituirlo la notte grazie a contenitori d’acqua calda che servono anche da radiatori.

Cosa c’è di nuovo
Nel quartiere si è innescato un circolo virtuoso che ha stimolato i suoi abitanti a fare scelte sostenibili come per esempio utilizzare l’auto solo quando è veramente necessario.
La domanda che sorge spontanea è: se l’esempio di BedZed ha dimostrato di funzionare perché non viene replicato?