L’Unione della Romagna Faentina


Nel nostro paese la presenza di un alto numero di comuni e la loro frammentazione è da sempre un problema. Ma per superare le difficoltà, legate in particolare alla gestione di piccoli comuni, più amministrazioni possono mettersi insieme e creare un’Unione di comuni. In questo modo è possibile anche razionalizzare le spese e ottenere una maggiore efficienza dei servizi ai cittadini. È il caso dell’Unione della Romagna Faentina, un esempio di volontà concreta di collaborazione tra enti locali che attualmente aggrega sei comuni: Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Riolo Terme, Solarolo per un totale di circa 90.000 abitanti.
Dal 2020 il presidente è il sindaco di Faenza, Massimo Isola e la sede dell’Unione si trova presso il palazzo del Comune di Faenza. L’Unione di comuni è un ente disciplinato da un decreto legislativo del 2000 che consente a più comuni di operare con l’esercizio congiunto di funzioni o servizi di competenza comunale. L’unione è dotata di autonomia statutaria nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione e dalle norme comunitarie, statali e regionali. 

Cosa c’è di nuovo
Molto spesso gli amministratori pubblici lamentano la scarsità di risorse, non solo economiche, e le difficoltà a gestire i tanti problemi che un Comune deve affrontare quotidianamente. Ben vengano quindi esempi di collaborazione formalizzata tra diverse realtà che possono rispondere in modo più efficace alle esigenze di una società in rapido cambiamento.