ARTEMISTA


L’ospite di questa settimana è Stefania Santarelli di Artemista, una giovane cooperativa che si occupa di alcuni servizi davvero “speciali”.

Ciao Stefania e benvenuta sul mio blog. Quando è nata Artemista e qual è la vostra missione?
Ciao a tutti e grazie per l’opportunità di far conoscere la nostra piccola realtà.
La storia di Artemista parte da lontano e racconta di un’esperienza di oltre trent’anni di lavoro al fianco delle persone più fragili nei loro percorsi di autonomia personale e di indipendenza, attraverso importanti tappe: sapersi prendere cura di sé e delle proprie cose, saper gestire il denaro e usarlo in modo consapevole, sapersi rapportare in modo corretto con gli altri, saper far fronte ad una situazione di emergenza come un terremoto, trovare e mantenere un lavoro…
Negli anni precedenti alla fondazione di Artemista abbiamo aiutato molte persone ad esprimere al meglio le proprie potenzialità, ad acquisire nuove capacità e competenze, a riconoscere e valorizzare i propri limiti per sognare un futuro diverso. All’interno di laboratori creati  “su misura” per i loro bisogni, abbiamo invitato diversi creativi e artigiani a ideare oggetti da realizzare insieme, sfruttando i punti di forza di ognuno: con l’aiuto di Federico con l’archetto da traforo, di Sabrina con ago e filo, di Gianni con la sua creatività, di Fabio con pennelli e colori abbiamo realizzato lampade, elementi di arredo, mobili per bambole, borse e astucci serigrafati con disegni originali, cucce per animali domestici, riproduzioni di quadri e molte altre sorprendenti creazioni, costruite rigenerando materiali e oggetti dismessi, destinati alla discarica.
Da questa esperienza, nell’aprile 2016, la Cooperativa Sociale Artemista è nata proprio per offrire una stabile opportunità per tutte queste persone che più di altre faticano a ritrovare la propria dignità attraverso un lavoro. Tra i soci fondatori, oltre a persone con disabilità, ci sono professionisti del mondo della moda, della formazione e del design, che con competenze diverse da tempo lavorano al fianco di soggetti svantaggiati e credono nella possibilità di creare una vera “impresa sociale di comunità”.

Siete una cooperativa di tipo B dal nome piuttosto originale: chi ha avuto l’idea?
Artemista è un insieme di persone con abilità e professionalità diverse, che affrontano ogni giorno differenti problematiche con il proprio stile originale: è attraverso l’interazione continua fra queste speciali caratteristiche che si crea l’armonia che ci contraddistingue. La bellezza, l’ironia, l’originalità sono i temi che legano, con un invisibile filo, tutto il processo che ogni giorno alimentiamo con grande energia per ridarci una nuova vita e che Gianni, il nostro vice-presidente, ha felicemente battezzato con il nome “Artemista”.

Come si è sviluppata la collaborazione con Coopstartup?
Come dicevo l’idea imprenditoriale di Artemista nasce all’interno della Cooperativa Sociale NuovaRicerca.AgenziaRes, che da più di trent’anni si occupa di servizi socio sanitari ed educativi dedicati a persone speciali, nell’ambito territoriale della provincia di Fermo.
Era da molto tempo che sentivamo la necessità di trasformare la nostra esperienza in una nuova opportunità per le persone che dimostravano la voglia e la capacità, con un piccolo aiuto, di sperimentarsi in ambito lavorativo.
Il bando Coopstartup Marche 2015, promosso da Legacoop per la cooperazione innovativa, ci ha dato la spinta a mettere nero su bianco il nostro progetto ed essere tra i vincitori di quell’edizione ci ha permesso di entrare nel flusso di un percorso in divenire fatto di formazione continua, di nuovi contatti, di spunti di riflessione e molto altro.

Programmi per il futuro?
In questo momento stiamo lavorando moltissimo per creare collaborazioni con altre cooperative sociali di inserimento lavorativo, con gli enti pubblici e le aziende private presenti nel nostro territorio, per ampliare i servizi nei settori di cui già ci occupiamo, ma anche per sperimentare progetti diversi unendo le energie: la cooperazione di tipo b nelle Marche è molto indietro rispetto ad altre regioni…. C’è molto da fare e noi non ci tiriamo indietro!