L’impresa della settimana: Pastificio Di Martino


L’impresa di questa settimana è il Pastificio Di Martino che però è anche Pastificio dei Campi e Pastificio Antonio Amato. Una storia di pasta ma non solo.
Come comunica
Un’impresa che crede in quello che fa e che cresce da molti anni sul mercato nazionale e internazionale. Partendo dall’azienda del nonno (Pastificio Di Martino), l’attuale proprietà ha dato vita nel 2007 al Pastificio dei Campi e acquisito il Pastificio Antonio Amato. Oggi le tre aziende producono 8.000 quintali di pasta al giorno pari a 4 milioni di piatti di pasta. Dei tre brand, Antonio Amato è quello che fa i numeri più alti, seguito da Di Martino e dal Pastificio Dei Campi, che ha una produzione più limitata destinata a tavole gourmet, ristoranti e case foodies. Milioni di pacchi di pasta distribuiti in 45 paesi nel mondo, un fatturato 2015 di 105 milioni di euro, un’offerta e target diversificati.
Tre marchi diversi per storia, posizionamento, stile di comunicazione: Amato è più convenzionale, parla di cose semplici, richiama il territorio e gli ingredienti mediterranei. Più spinta sui social la comunicazione del Pastificio Di Martino che punta comunque molto sull’immagine storica. Differente il discorso di Pastificio dei Campi che definisce il suo prodotto una pasta estrema, basata su raccolte ridotte del grano e produzioni limitate, un prodotto top studiato per gli chef. In quest’ultimo caso grande attenzione per il packaging con una scelta distintiva che indica le coordinate geografiche dei campi di raccolta, presenta foto dei contadini e mugnai e un codice che traccia il prodotto.
La homepage del sito del Pastificio di Martino si apre con queste parole: Dietro alla pasta di Gragnano ci sono oltre 500 anni di storia. Alle origini del Pastificio G. Di Martino, c’è la storia di una famiglia, radicata nel territorio e nel solco della tradizione, animata da una dedizione verace e da un’irrefrenabile passione, con tutto ciò che quest’ultima ha generato: duro lavoro, cura artigianale, ricerca della qualità, ostinazione nello sfidare la sorte, intuizioni geniali e innovazione tecnologica, sempre nel rispetto degli uomini e dell’ambiente.
Tante le iniziative interessanti: dal film “Pasta per alieni” alle collaborazioni con gli chef, dalla festa del raccolto che richiama addetti ai lavori per celebrare la mietitura al sostegno a manifestazioni gastronomiche (e non solo) in Italia e all’estero.
Quali messaggi riesce a comunicarmi
Anche per un prodotto considerato di base come la pasta la comunicazione può fare la differenza. Naturalmente ci devono essere qualità, rispetto delle regole, attenzione del territorio. Ma dare alla pasta un valore storico e giocare sulla leva della passione sono essenzialmente scelte di comunicazione. Bravi!